Articolo di Cesare Sacchetti

Il presidente di Confindustria dell’Emilia-Romagna, Valter Caiumi, in questa intervista al Corriere chiede di rinviare di 15 giorni l’entrata in vigore del certificato razziale vaccinale per entrare a lavorare. Se leggete l’intervista Caiumi è piuttosto generico e non spiega nel dettaglio i veri motivi per i quali servirebbe altro tempo per applicare il certificato verde nelle aziende. Si limita solo a dire che serve maggiore “flessibilità” per consentire un sistema che consenta ai lavoratori di farsi i tamponi certificandone l’esito in modo rapido.

Notiamo che Caiumi parla esclusivamente di tamponi perché sembra essere consapevole che molti lavoratori non vaccinati non si sottoporranno alla estorsione praticata dal regime di Draghi. La sensazione pertanto sembra essere quella che il grande capitale speculativo di Confindustria stia cercando di prendere tempo. La voce che molti lavoratori si metteranno in malattia è arrivata nei piani alti dell’industria italiana e si è sparso il panico. Il potere capitalistico italiano è perfettamente consapevole che se i lavoratori non vaccinati si mettono in malattia tutti insieme dal 15 ottobre in poi la produzione si ferma e le perdite per le imprese di Confindustria sarebbero pesantissime. Il regime di Draghi ha pensato attraverso l’estensione del certificato razziale vaccinale ai lavoratori di puntare una pistola alla tempia dei lavoratori. Diversi lavoratori italiani hanno capito che possono prendere quella pistola e puntarla loro stessi alla tempia del regime di Draghi e della finanza speculativa che lo sostiene.

Leggi anche: Caiumi: «Più tempo per il Green Pass e via ai tamponi fai da te in azienda»