Fonte: agenziastampaitalia.it

“Quando chiusero le persone in casa, ci fu chi cantava l’inno di Mameli dai balconi, molti di questi poi persero il lavoro, altri l’amore, altri ancora l’equilibrio mentale. Quando imposero di mettere in sicurezza le attività commerciali, ci fu chi accettò di fare “un piccolo sforzo per riabbracciarci meglio domani”, poi gli chiusero l’attività.

 Quando impedirono le riunioni familiari, ci furono coloro che, preoccupati di non mettere a repentaglio la vita dei nonni, ritennero giusta la misura, poi i nonni morirono abbandonati lontano dai propri famigliari. Quando impedirono la scuola in presenza, ci furono professori che applaudirono la misura, oggi questi professori se non hanno green pass, non potranno insegnare. 

Quando sanzionarono chi non portava la mascherina all’aperto, medici ed infermieri del mainstream applaudirono gli interventi delle forze dell’ordine. Oggi, se non hanno il green pass non possono lavorare, mentre ai poliziotti è stato vietato mangiare in mensa. Queste riflessioni riportate in rete dall’account José Grandeelfo sono una sacrosanta verità. 

La morale è che tutti coloro che hanno dato il consenso a ogni misura repressiva convinti di poter ottenere la loro fetta di libertà comprimendo quella degli altri oggi sono diventate le bestie sacrificali. 

L’esempio ultimo è quello degli impiegati nel settore pubblico che si aggiungono a tutti gli altri e dal 15 ottobre prossimo, per poter lavorare, dovranno tutti esibire il green pass. È ormai chiaro ed evidente che l’imposizione del green pass è una manovra anticostituzionale messa in campo da un Governo criminale al fine di spingere tutta la popolazione a vaccinarsi. Imponendo  indirettamente un obbligo anche a coloro che nutrono forti remore per via delle continue morti e reazioni avverse che questo siero sperimentale sta provocando.

Agire nel rispetto della legge e con intelligenza è fondamentale al fine di portare il Governo Draghi a cancellare questa misura repressiva dei principi di libertà.                    

Dal 15 ottobre dobbiamo tutti incrociare le braccia e rimanere a casa. Il Governo non potrà permettersi di far saltare l’economia del nostro Paese.”

Lo dichiara in esclusiva con una nota ad A.S.I. il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni.